LE MANI COME GL’OCCHI

“Le nostre mani sono azzurre e gentili,
gli occhi pieni di tremende confessioni”

– da “Magia nera” di Anne Sexton

“La mano più bella che io conosca nell’arte” la definiva Roberto Longhi, nelle sue critiche acute, nell’opera “Annunciata “ di Antonello da Messina.
Non è una mano accurata nei dettagli, ma nell’opera intera è il particolare che crea nello spazio un’atmosfera di pacata spiritualità.


Più che gli sguardi Andrea del Sarto, attraverso la gestualità, indica e ci conduce in un racconto dinamico, come la dolcezza delle mani, nel “Buona ventura” di Caravaggio,
che afferrano, colgono e ci parlano di un destino.

Ma da sempre sono attratta dall’eleganza delle mani di Michelangelo in cui vedo la forza anche in queste mani accasciatedi “Schiavi”.

Ed è così che durante i miei studi fotografici quasi in nessuna gestualità le mani sono assenti e capisco che per chi posa sono la parte più difficile da mantenere in equilibrio con le dita dolci, che esprimono ma che paiono naturali,
“azzurre e gentili” ma anch’esse come gl’occhi “piene di tremende confessioni”.


– dettagli delle opere ad olio di Jara Marzulli.